
Real Normanna al bivio: tra rinvii societari e l’ombra di Portici, domani il verdetto
16 Maggio 2026
Il nostro domani tra l’orgoglio Normanno e la scommessa Campilongo
28 Giugno 2026La notizia è ufficiale: il titolo sportivo della Real Normanna lascia Aversa per trasferirsi a Portici. Questa decisione segna un capitolo tragico e inaccettabile nella storia calcistica della nostra città, che nel prossimo anno non avrà più una squadra di calcio. Ancora una volta, i tifosi aversani si trovano a dover affrontare la realtà di un progetto che si è rivelato un’illusione, un sogno svanito in un soffio, dopo solo due anni di speranze e promesse.
È innegabile che Aversa, una città millenaria con una ricca storia e cultura, meriti di più. La vendita del titolo sportivo, frutto di un’incapacità gestionale che perdura da anni, è una vergogna che non possiamo tollerare. La nostra comunità ha assistito a un susseguirsi di progetti ambiziosi, annunciati con fanfare e speranze, ma che si sono rivelati fallimentari. Dalla gestione Spezzaferri, che ha segnato un’epoca decennale di alti e bassi, con la conquista del professionismo e di titoli che resteranno scolpiti nelle pagine più belle del calcio aversano, fino a questi ultimi due anni, la storia recente del calcio aversano è costellata di delusioni.
L’attuale dirigenza, incapace di trovare un accordo e di garantire un futuro al calcio ad Aversa, ha dimostrato di non avere a cuore il patrimonio sportivo della città. La paralisi decisionale e il gioco di veti incrociati tra i dissidenti hanno portato a una situazione insostenibile, dove i veri perdenti sono sempre i tifosi. La nostra passione, il nostro attaccamento a questi colori, è stato calpestato da una gestione che ha anteposto interessi personali a quelli della comunità.
Il comunicato stampa della società, che cerca di giustificare l’impossibilità di trovare un accordo, non fa altro che aumentare il nostro senso di frustrazione. Non possiamo accettare che la nostra storia calcistica venga svenduta, che il titolo conquistato sul campo venga trasferito altrove per l’incapacità di chi dovrebbe tutelarlo. Aversa non è una merce di scambio, ma una città che ha il diritto di vivere il calcio con dignità e orgoglio.
Questa situazione è inaccettabile e rappresenta un fallimento totale della dirigenza attuale e di chi ha contribuito a questa gestione disastrosa. È tempo di dire basta a questa situazione. I tifosi meritano chiarezza e rispetto. È fondamentale che chiunque si presenti come dirigente della nostra squadra si assuma la responsabilità di costruire un progetto serio e duraturo, che possa restituire ad Aversa il posto che le spetta nel panorama calcistico. Non possiamo più permettere che la nostra passione venga calpestata da chi non ha a cuore il bene della città.
In questo momento di grande amarezza, è fondamentale che la tifoseria si unisca e faccia sentire la propria voce. Dobbiamo lottare per il nostro calcio, per la nostra identità, e per un futuro che possa finalmente restituire a Aversa la dignità che merita. Non possiamo più tollerare di essere delusi. È tempo di ripartire, ma questa volta con la determinazione di non lasciare che la nostra storia venga scritta da chi non la rispetta.
Aversa ha bisogno di una dirigenza che la rappresenti con onore, non di chi la svende per interessi personali.
Forza Aversa, sempre!




