
Il titolo della Real Normanna si trasferisce a Portici. Una umiliazione per Aversa e i suoi tifosi
18 Maggio 2026
La scommessa Campilongo: un big in panchina obbliga la società a un mercato da vertice
2 Luglio 2026Il cambio di nome cancella la Real Normanna ma riaccende il dibattito sulla nostra identità. Voltiamo pagina, ancora una volta. Con un colpo di spugna netto la Real Normanna va in archivio e nasce ufficialmente la Real Aversa 1925. Non siamo di fronte a un semplice cambio di denominazione o al classico valzer di poltrone estivo. Per il calcio della nostra città questo è un vero e proprio “anno zero”, segnato dall’uscita di scena definitiva di Vincenzo Del Villano e dall’inizio dell’era della famiglia Tinto, guidata dal presidente Angelo con il supporto di Raffaele e Pasquale.
Tuttavia, da osservatori attenti e appassionati, questo continuo balletto burocratico sui nomi non può lasciarci indifferenti. Se da un lato il ritorno del marchio storico riavvicina idealmente la squadra alle sue origini, dall’altro segnala una cronica discontinuità che rischia di disorientare l’ambiente. Mettere nuovamente da parte il nome “Normanna” tocca una corda scoperta della tifoseria: un legame viscerale, storico e culturale di cui la nostra piazza va fiera e che non può essere archiviato ciclicamente. L’identità non è un dettaglio di contorno, e la nuova società dovrà dimostrare sul campo di saper rispettare questa eredità profonda.
Il primo, grande spartiacque del nuovo corso è la separazione da Giovanni Sannazzaro. A lui va il ringraziamento più sincero di tutta la nostra redazione e della comunità sportiva aversana. C’è un profondo e autentico dispiacere per questo addio: il merito del lavoro straordinario svolto dal mister nelle passate stagioni, spesso in condizioni di estrema precarietà, resta indiscutibile e scolpito nella storia recente del club. Sannazzaro ha tenuto in piedi la baracca con dignità, competenza e un attaccamento alla maglia encomiabile. La sua uscita di scena lascia un vuoto umano e tecnico pesante, che graverà come un’eredità importante sulle spalle di chi verrà dopo.
Al suo posto, dopo il definitivo tramonto della pista interna, la società ha virato su Sasà Campilongo. Un nome pesante per la categoria, fortemente voluto dal nuovo Direttore Sportivo Livio Scuotto. L’arrivo dell’ex tecnico della Casertana non deve però scatenare facili entusiasmi o voli pindarici. Il suo calcio offensivo è un’idea suggestiva, ma la piazza ha imparato a essere cauta: i nomi altisonanti da soli non bastano per vincere i campionati. Serviranno tempo, equilibrio e soprattutto la pazienza di un ambiente che ha vissuto troppi scossoni negli ultimi anni.
Se c’è un elemento che ci autorizza a guardare al futuro con fiducia, questo è il ritorno dell’avvocato Giovanni Buonamano nel ruolo di Direttore Generale. Il suo lavoro silenzioso come “deus ex machina” nel passaggio di consegne è la vera garanzia morale di questa operazione. Al suo fianco, i ritorni del presidente onorario Mimmo Diana, del vicepresidente Vincenzo Cacace (insieme ad Antonio Scarpa) e dello storico blocco dirigenziale rappresentato da Giovanni Miniero e la famiglia Ciardulli, restituiscono un briciolo di aversanità alla cabina di regia.
I primi segnali sul fronte mercato confermano che la struttura tecnica si sta muovendo con le idee chiare per costruire una rosa competitiva: blindata la fondamentale riconferma di capitan Giuseppe Esposito, strappato alla Fidelis Andria il forte centrale Francesco Forte (’98), fresco vincitore del campionato con il Savoia e trattative avanzate per trattenere Cassandro e Verde, pilastri della passata salvezza.
Aversa oggi osserva, valuta e aspetta. La nuova società sta gettando basi che appaiono solide dal punto di vista organizzativo, ma che dovranno superare l’esame più difficile: riconquistare la fiducia di una tifoseria ferita nei suoi simboli e stanca delle continue rifondazioni. Normannalive, come sempre, sarà qui a raccontarvi questo nuovo viaggio, con onestà intellettuale e senza fare sconti a nessuno.
Forza Aversa, sempre!




