
Il Real Aversa 1925 si arrende alla Fidelis Andria: al “Bisceglia” decide Tolomello tra i rimpianti e la contestazione finale
11 Ottobre 2026La sconfitta interna contro la Fidelis Andria, la seconda tra le mura amiche del “Bisceglia” e la terza complessiva in appena sette giornate di campionato, apre ufficialmente la prima vera crisi stagionale in casa Real Aversa 1925. Ma a fare paura, più del verdetto del campo o di una classifica che ci vede noni a quota 10 punti, è l’impressione che il giocattolo si sia già rotto. La vittoria infrasettimanale ai rigori in Coppa Italia contro la Paganese (che ha regalato il pass per il turno successivo contro L’Aquila) si è rivelata una semplice illusione, un cerotto che non è bastato a nascondere le profonde crepe di un gruppo che sembra aver smarrito la bussola.
Il match di domenica è stato l’emblema del momento normanno: una gara dai due volti. Un buon primo tempo, ordinato e propositivo, si è alternato a una ripresa horror. Dopo la doccia fredda del vantaggio pugliese a inizio secondo tempo, la squadra è letteralmente scomparsa dal campo, vittima di un blackout psicologico preoccupante. Nessun tiro in porta, tanta confusione tattica e una manovra sterile che ha rischiato persino di spalancare la strada al raddoppio andriese.
Nel post-partita, mister Salvatore Campilongo ha recitato il consueto copione. Ha esordito con un “mi assumo tutte le responsabilità”, per poi però puntare immediatamente il dito contro i singoli. Sotto la lente del tecnico sono finiti il giovane under Tarantino, reo di una leggerezza in occasione del gol ospite, e i calciatori subentrati nella ripresa, accusati di aver giocato per fini individuali e non per la squadra.
Un film già visto. Davanti ai microfoni della stampa, era già successo dopo la batosta di Brindisi e dopo lo scivolone interno con il Martina: l’allenatore non perde occasione per mettere i singoli sulla gratigola, lamentando scarso spirito di sacrificio in copertura e troppi personalismi. Da giornalista, sorge spontanea una riflessione: questo atteggiamento, ormai sistematico, non può certamente essere gradito al gruppo squadra. Un calciatore che non si sente tutelato e protetto dal proprio condottiero finisce per perdere fiducia. E il sospetto, suffragato dalla totale assenza di reazione nella ripresa di domenica, è che una parte dello spogliatoio possa aver già deciso di non seguire più i dettami del tecnico.
Al triplice fischio, la rabbia del “Bisceglia” è esplosa in una dura contestazione. Nel mirino dei tifosi sono finiti oltre ai calciatori, contestati per lo scarso impegno, l’allenatore e il direttore sportivo Livio Scuotto. Al primo si imputa la totale assenza di un’identità di gioco; al secondo viene contestata la costruzione di una rosa che, a fronte di un budget decisamente elevato investito dalla società, sta offrendo un rendimento a dir poco deficitario.
A incendiare ulteriormente gli animi della piazza è arrivata ieri la notizia della rescissione contrattuale di Nocchiero, l’unico calciatore aversano rimasto in rosa. Una decisione che i tifosi hanno interpretato come l’ennesimo strappo con il territorio e l’identità locale, scatenando una pioggia di critiche.
In questo clima surriscaldato, la gestione comunicativa della società ha finito per buttare benzina sul fuoco. Nella mattinata di ieri, i numerosissimi commenti di dissenso apparsi sulla pagina social ufficiale del club – nei quali si chiedeva a gran voce l’esonero della coppia Campilongo-Scuotto e il ritorno di figure come mister Giovanni Sannazzaro (artefice del miracolo salvezza della scorsa stagione) e dell’ex diesse Paolo Filosa (non condivisa dal sottoscritto) – sono “miracolosamente” spariti. Zittire la critica della propria tifoseria cancellando i messaggi è una scelta dilettantistica e non condivisibile. Il dissenso non si cancella con un click; si affronta con i risultati e la trasparenza.
Mister Campilongo gode per il momento della fiducia della società ed è un tecnico dalle spalle larghe, abituato alle pressioni delle piazze calde. Ma è innegabile che domenica prossima, nel derby casertano contro il Gladiator, si giocherà una fetta enorme del suo futuro sulla panchina granata.
I sammaritani vengono dal pareggio esterno contro il Francavilla e navigano a quota 8 punti. Un eventuale passo falso del Real Aversa significherebbe il sorpasso in classifica da parte dei rivali e, con ogni probabilità, il capolinea dell’avventura dell’ex tecnico della Casertana all’Augusto Bisceglia. Ad Aversa il tempo della pazienza e delle scuse è già finito. Domenica serve una risposta da uomini, prima ancora che da calciatori.
Forza Aversa, sempre!



