
Palmese – Real Aversa 3-4, le pagelle dei granata
22 Settembre 2026C’è un vizio di forma che, da troppi anni, condiziona le sorti del calcio ad Aversa: l’assenza di memoria storica e la fretta, cattiva consigliera di chi vorrebbe tutto e subito. Sono bastate tre giornate – condite da una vittoria, un pareggio e un passo falso interno – per far sollevare i primi, ingenerosi mugugni da una parte della tifoseria. Sentenze premature, processi al reparto offensivo e quel velo di scetticismo che rischiava di appesantire le gambe di una squadra profondamente rinnovata.
Poi, puntuale come sempre, arriva il verdetto del campo. Il pirotecnico 4-3 con cui i Normanni hanno espugnato il terreno della Palmese nel primo derby stagionale non è solo la prima, fondamentale vittoria in trasferta. È, prima di tutto, uno schiaffo salutare ai critici della domenica e un manifesto programmatico di ciò che questa squadra può e vuole diventare. Oggi la classifica ci dice che il Real Aversa occupa il quinto posto, in piena zona playoff. È solo l’inizio del viaggio, sia chiaro, ma guardare il panorama da questa altezza aiuta a respirare meglio.
La nota più lieta con la Palmese coincide con il ritorno in panchina di mister Sasà Campilongo, dopo i due turni di squalifica. Ed è stato proprio il campo a dare ragione alla visione del tecnico napoletano, che alla vigilia aveva chiesto tempo e fiducia per i suoi attaccanti. La risposta del reparto avanzato è stata una prova di forza corale: tre delle quattro reti portano la firma delle nostre punte. Ha aperto le danze l’uomo più atteso, Faella, seguito nella ripresa dagli acuti di Felleca e Della Pietra – straordinari per impatto ed efficacia subentrando dalla panchina – e dal sigillo del giovane Pecchia, già al suo secondo centro stagionale. Se a questo aggiungiamo la prova maiuscola di un Vono fermato solo da una traversa clamorosa, il quadro offensivo rasenta la perfezione.
Tuttavia, da osservatori attenti, non possiamo nascondere la polvere sotto il tappeto. Se l’attacco ha dimostrato di avere le polveri caldissime, la fase difensiva resta un cantiere aperto. I tre gol incassati domenica sono un campanello d’allarme che si somma alle reti subite nelle prime uscite. Il vice allenatore Di Nardo ha ammesso con grande onestà che si lavorerà duramente in settimana su questo aspetto. È un dazio fisiologico da pagare quando si assembla una rosa completamente nuova, ma è un difetto di gioventù che va corretto in fretta se si vuole ambire a un campionato di vertice.
In questo contesto, sottoscrivo fermamente le parole del presidente onorario Mimmo Diana. Blindare il tecnico e chiedere serenità alla piazza non è un atto di difesa corporativa, ma pura logica calcistica. Questo organico possiede un mix raro di under di grandissima prospettiva e senior di provata esperienza. Manca solo il tempo per amalgamare i meccanismi, e il tempo si costruisce solo garantendo la massima tranquillità a chi lavora quotidianamente sul campo.
Archiviata la sbornia del derby, la settimana volge ormai al termine. Domenica al Bisceglia arriva il Gravina. La vittoria con la Palmese avrà un valore reale solo se saremo capaci di darle continuità tra le mura amiche. La squadra ha dimostrato di avere cuore, carattere e un’anima profonda. Ora spetta alla città fare la propria parte: azzeriamo le polemiche precoci, riprendiamoci gli spalti e spingiamo i Normanni. La strada è quella giusta, ma va percorsa insieme.
Forza Aversa, sempre!



