
Salvezza amara: tra illusioni e il rischio di un addio annunciato
30 Aprile 2026
Real Normanna al bivio: tra rinvii societari e l’ombra di Portici, domani il verdetto
16 Maggio 2026La sensazione, oggi più che mai, è che il destino della Real Normanna non si stia decidendo ad Aversa. Ed è forse questo l’aspetto che fa più male a una tifoseria che, ancora una volta, si ritrova costretta ad assistere con impotenza a manovre societarie che rischiano di cancellare sacrifici, passione e appartenenza.
Dopo la salvezza conquistata sul campo, ci si aspettava un’estate diversa. Magari complicata, magari fatta di confronti e difficoltà economiche, ma comunque orientata a costruire un futuro. Invece, col passare dei giorni, il quadro appare sempre più chiaro: il titolo sportivo della Real Normanna è sul mercato.
E non più soltanto attraverso indiscrezioni o voci di corridoio. Perché secondo quanto raccolto nelle ultime ore, il presidente dimissionario Enzo Del Villano, insieme all’ex direttore generale Giovanni Buonamano, starebbero proponendo concretamente il titolo di Serie D a diverse piazze campane. Una situazione che conferma come l’ipotesi di una permanenza del club ad Aversa sia appesa ormai a un equilibrio fragilissimo.
L’ultima trattativa avviata sarebbe quella con il Portici. Un dialogo che, a quanto pare, non nasce oggi: già una quindicina di giorni fa ci sarebbe stato un primo confronto tra le parti. In quell’occasione, però, la richiesta economica avanzata da Del Villano — circa 400mila euro — venne rispedita al mittente. Ora, però, i contatti si sarebbero nuovamente intensificati e non è escluso che, pur di chiudere l’operazione, si possa arrivare anche a una revisione al ribasso delle pretese iniziali.
Tradotto: la cessione del titolo non è più soltanto una possibilità teorica. È una strada concreta.
Ed è inevitabile che, davanti a questo scenario, cresca la delusione della piazza. Perché mentre ad Aversa si parlava di manifestazioni di interesse, di aperture al dialogo e di possibili soluzioni interne, parallelamente si continuava a trattare altrove. Una doppia linea che inevitabilmente alimenta dubbi e sfiducia.
Nel frattempo il gruppo guidato da Mimmo Diana, insieme agli altri ex soci e imprenditori aversani che stanno provando a evitare la scomparsa del calcio cittadino, avrebbe formulato una proposta economica poco superiore ai duecentomila euro. Una cifra considerata troppo distante dalle richieste attuali della proprietà e che, salvo clamorosi colpi di scena, non porterà ad alcun accordo.
A quel punto resterebbe soltanto una strada: ripartire da categorie inferiori. L’ipotesi più concreta, oggi, sarebbe quella dell’Eccellenza. Uno scenario che fino a poche settimane fa sembrava impensabile per una piazza reduce da una salvezza in Serie D conquistata con orgoglio e sacrificio.
Ed è qui che il tifoso supera il giornalista. Perché al di là dei numeri, delle trattative e delle strategie, resta una domanda semplice ma pesantissima: possibile che ad Aversa non si riesca mai a dare continuità a qualcosa?
Ogni volta si riparte da zero. Ogni volta il campo viene travolto dalle vicende societarie. Ogni volta si chiede alla tifoseria di avere pazienza, di comprendere, di aspettare. Ma una città che continua a seguire la propria squadra nonostante anni di delusioni meriterebbe almeno rispetto e chiarezza.
Nessuno pretende miracoli economici. Il calcio dilettantistico vive difficoltà ovunque e sarebbe ipocrita ignorarlo. Ma qui il problema va oltre. Qui si rischia di perdere identità, storia, appartenenza. E questo, per chi ama davvero questi colori, pesa più di qualsiasi categoria.
La sensazione è che ormai il tempo delle ambiguità sia finito. Se il titolo deve essere ceduto, lo si dica apertamente. Se esiste ancora la volontà di mantenere la Serie D ad Aversa, lo si dimostri con fatti concreti e non con aperture di facciata.
La tifoseria granata merita verità. Perché il calcio ad Aversa non può diventare ogni estate una merce da spostare dove conviene di più.
Noi continueremo a raccontare i fatti, senza sconti e senza convenienze, con lo stesso spirito di chi prima di tutto ama questa maglia e questa città.
Forza Aversa, sempre!




