Aversa campione, una vittoria che mancava da dodici anni

Aversa campione, una vittoria che mancava da dodici anni
Aversa campione, una vittoria che mancava da dodici anni.

Dodici anni dopo la strepitosa vittoria della partita a Bitonto, che decretò la promozione della Normanna in Lega Pro, Aversa ritorna a vincere un campionato di calcio. 

Una nuova società, il Real Agro Aversa, che ha programmato in maniera perfetta una stagione da protagonista, un campionato condotto dalla prima giornata, con risultati da record, soprattutto in trasferta.

Un presidente passionale ed esperto, già dirigente del Real Aversa negli anni 90, che ha saputo riportare entusiasmo in città, ormai sopito da alcuni anni. La sua voglia di vincere e riportare la nobile contea Normanna nel calcio che conta, è contagiosa e virale tra i tifosi, che lo osannano e lo esortano verso traguardi sempre più prestigiosi.

Un allenatore competente e vincente, che ha gestito da vero leader un gruppo composto da giovani validissimi ma per lo più da calciatori  non più giovanissimi, che hanno calcato palcoscenici importanti.

Non era quindi per niente facile o scontato il risultato finale. Il calcio non è mai stato, e mai lo sarà, la semplice somma algebrica del valore della rosa o degli undici schierati in campo. Ci vuole ben altro per ottenere i risultati e raggiungere gli obiettivi prefissati. Basta guardare alcune piazze importanti in Campania,  che da diversi anni investono ingenti capitali per vincere, senza riuscire ancora a raggiungere l’obiettivo.

Quando si vince il merito è di tutti, nessuno escluso, e in egual misura. Il riferimento quindi è a tutti i dirigenti, allo staff tecnico, agli addetti ai lavori, al segretario, al responsabile della comunicazione ed al magazziniere. A chi stacca il biglietto all’entrata dello stadio e chi traccia il campo. Non esiste chi ha più merito e chi ne ha di meno, oppure chi non ce l’ha.

Questa circostanza, che dovrebbe essere scontata in un team, per qualcuno evidentemente non lo è.
Ed è per questo che la vittoria del Real Agro Aversa, è merito anche di quei calciatori che tanto hanno dato e sudato la maglia, che hanno lasciato, per vari motivi, la squadra a dicembre. Il riferimento ai vari Babù e Noviello, solo per citare i più rappresentativi, ma a tutti i calciatori che hanno fatto gruppo fin dal primo giorno e si sono ritrovati a festeggiare insieme la vittoria finale.

Ed ovviamente il merito è anche dei tifosi, tornati in maniera numerosa e compatta a seguire la propria squadra, in casa ed in trasferta, incitandola incessantemente.

Aversa, città millenaria e prima contea Normanna del sud Italia, merita altri palcoscenici.
Chiunque entra in società, in qualsiasi ruolo, oppure arriva ad indossare la casacca granata, deve avere questa consapevolezza.

La vicenda che ha portato mister Sannazzaro a lasciare il Real Agro Aversa, deve essere un esempio per il futuro. Il presidente Pellegrino ha provato invano a trattenere il tecnico. Ma Sannazzaro è molto professionale, e soprattutto una persona coerente e leale, che ispira il proprio operato a valori che hanno animato dapprima la sua carriera calcistica e poi quella di allenatore. 

Non me ne voglia mister Antonio De Stefano, le cui capacità sono già state evidenziate in un altro articolo, a cui do il benvenuto ad Aversa. Il tecnico ha già dimostrato, con le sue prime dichiarazioni, di aver compreso cosa significa entrare nella famiglia granata. Con umiltà, in punta di piedi.

Da quanto emerso dal Consiglio Direttivo della LND di ieri, Aversa ha due piedi in eccellenza, anche se manca ancora la ratifica ufficiale.

Complimenti ancora a tutti, con l’auspicio che il prossimo campionato sia altrettanto esaltante.

Condividi: