Aversa Normanna, per Spezzaferri non ci sono più le condizioni per andare avanti

Aversa Normanna, per Spezzaferri non ci sono più le condizioni per andare avanti
Aversa Normanna, per Spezzaferri non ci sono più le condizioni per andare avanti.
Aversa Normanna, per Spezzaferri non ci sono più le condizioni per andare avanti

Bitonto, 4 maggio 2008: l’ Aversa Normanna conquista la storica promozione nel calcio professionistico

Amaro descrivere quello che sta succedendo ad Aversa, calcisticamente parlando. Una società ormai trasparente, che non comunica, se non attraverso gli umilianti risultati che inesorabilmente raccoglie in campionato. I tifosi, pochi, una frangia, che contestano continuamente lo status quo, invitando la proprietà a lasciare il timone della società. Sono ormai diversi anni che la parabola calcistica è discendente, ma ormai è stato toccato il fondo.

Dopo aver raggiunto il 4 maggio 2008, con merito e gloria, il professionismo, è seguita dopo pochi anni una retrocessione dietro l’altra, frutto soprattutto di scelte societarie e gestioni tecniche inadeguate. Diversi ripescaggi, tifosi spesso illusi e delusi da progetti e promesse ambiziose, mai mantenute, anzi, continuamente disattese. Responsabilità additate spesso all’esterno della gestione societaria, verso l’amministrazione comunale, ritenuta cieca e sorda nei confronti delle richieste avanzate, e verso la città, intesa come imprenditori e tifosi, considerati sempre distanti dalle sorti della squadra.
Non voglio ergermi a manager, professore o maestro, ma tutto questo non lo ritengo giusto.
A mio avviso non è questo il modo di fare calcio. E non è questo nemmeno il modo più giusto di essere tifosi. Ognuno deve fare bene la sua parte. Ci vuole rispetto, reciproco, purtroppo svanito ormai da tempo. E ormai tutto appare irrimediabilmente compromesso.
Negli ultimi due anni, i tentativi fatti da nuovi imprenditori di entrare/rilevare la società, (Corvino e Pellegrino), non sono andati a buon fine. Nel primo caso c’è stata una gestione fallimentare della collaborazione, nel secondo caso una telenovelas che non ha portato a una fumata bianca. I demeriti sono sempre altrui? Non è possibile, non ci credo.
Risulta sempre facile per chi scrive additare o scaricare responsabilità, ma sinceramente, senza presunzione alcuna, non penso di allontanarmi molto dalla realtà. Ho sempre rispettato tutti, ma ora attraverso normannalive, sito di informazione per i tifosi e mia creatura, indipendente sia dalla società e sia dai tifosi, mi permetto di dire la mia.
Visti i risultati della squadra, la proprietà, con senso di responsabilità, e cittadinanza, farebbe bene a lasciare, per non umiliare le origini della citta, di cui ne ha fatto sempre un vanto. Aversa, prima contea Normanna, una città portata da Spezzaferri alla ribalta calcistica. Ma come accennato all’inizio di questo editoriale, la parabola è discendente e oggi non è più così. Caro Presidente, come hai più volte detto, Aversa Normanna non merita questi risultati e questo campionato. Per il bene comune, della squadra e della città, ti invito anche io a fare la scelta più giusta. È evidente, non ci sono più le condizioni per andare avanti. E questo mi dispiace perché ho sempre avuto rispetto verso di te.
Così come ho sempre rispettato gli ultras e i tifosi, perché lo sono anche io da quarant’anni. Nel fare informazione, ho sempre rispettato le loro critiche e contestazioni. Perché macinando chilometri e pagando il biglietto è giusto che sia così, purché non si sfoci nell’offesa. Ma proprio in qualità di tifoso, più che giornalista, ritengo ingiusto anche questa modalità di contestare la società con accanimento attraverso striscioni o tastiere.
A mio avviso i tifosi non dovevano abbandonare la squadra (lo hanno fatto da molto tempo), questo l’ho già scritto. Si contesta andando allo stadio, manifestando in piazza, oppure attraverso un confronto.
E a quanto pare anche patron Spezzaferri non sta più seguendo la squadra come un tempo, non solo durante le gare, ma soprattutto agli allenamenti. Una gestione affidata in toto al dirigente Caso. Una circostanza insolita per Spezzaferri. Come dire, “gli assenti hanno sempre torto”.
Rino Di Biase
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