Aversa Normanna, i tifosi sono stanchi, distanti e sfiduciati

La tribuna Romaniello è ormai deserta durante le gare interne

Aversa Normanna, i tifosi sono stanchi, distanti e sfiduciati.

L’ Aversa Normanna è una squadra in crisi, non c’è dubbio. Una situazione che non si riferisce solo all’aspetto tecnico, ma anche, o soprattutto, societario. Se è vero che in campo ci vanno i calciatori, sappiamo bene che il livello e la qualità della loro performance non dipende solo dal valore individuale, ma da un insieme di fattori.

È dall’inizio della stagione, anzi, dalla fine della scorsa, che la società è protagonista di continue diatribe, metamorfosi e lotte intestine. Il mancato passaggio dell’ Aversa Normanna da Spezzaferri a Pellegrino, l’allestimento iniziale di una rosa fatta di giovanissimi calciatori, non all’altezza della categoria, l’ingresso in società di Corvino in qualità di main sponsor e presidente onorario, ma di fatto con prospettive ben più ambiziose, il rinnovato management e staff tecnico, non ha portato alcun vantaggio alla squadra che settimana dopo settimana, partita dopo partita, è sprofondata in classifica.

Adesso sembra essere a rischio anche la panchina di Marasco che finora era stato considerato intoccabile dalla dirigenza granata. L’ex regista torrese che da
calciatore sapeva far girare i propri compagni dal campo, finora non è ancora riuscito a dare un gioco ed un’anima alla sua squadra, dalla panchina. Un esordio amaro per Marasco che alla sua prima esperienza da allenatore, pensava in un campionato diverso e, invece, il suo rendimento finora è peggiore rispetto a quello del suo predecessore Caruso che era stato esonerato dalla società alla sesta giornata. Spesso si è parlato di sfortuna e di errori arbitrali, ma non può essere solo colpa della dea bendata.

Ma non sono solo i problemi della squadra a tenere banco in questo periodo. Infatti, non c’è stato ancora nemmeno l’incontro dal notaio per il passaggio delle quote societarie dell’Aversa Normanna. L’appuntamento era previsto entro venerdi scorso, ma a tutt’oggi non c’è stato e, pertanto, il presidente Spezzaferri continua ad essere il proprietario della società, avendo il 95% delle quote, mentre il restante 5% sono ancora nelle mani dell’ex direttore generale Claudio Buono; attualmente dirigente del Campobasso. Corvino, dunque, non è ancora entrato in possesso di una sola quota societaria, pur gestendo la pria squadra.

I tifosi, stanchi e sfiduciati da questi continui e interminabili episodi negativi, oggi sembrano essere distanti dalle sorti della squadra.

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